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Lettura del Vangelo e commento
IL VANGELO DI VENERDÌ 16 AGOSTO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».” (Lc 11,21-26)
Fra gli altri avvertimenti verso una comunità di persone che si sono convertite, Gesù richiama a un pericolo riguardo la liberazione dal male e la salvezza considerate acquisite e stabili dopo la conversione. L’avvertimento consiste nel non adagiarsi e considerarsi persone certamente e definitivamente salvate ma considerarsi persone che sono ancora in cammino con la possibilità di poter cadere verso una condizione che potrebbe essere peggiore della precedente.
Dunque un appello implicito alla vigilanza e alla umiltà in un cammino fatto di fede e di speranza.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 11,21-26 di venerdì 16 agosto 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)