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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 11 SETTEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».” (Lc 17,7-10)
Vi è gioia nell’essere a servizio collaborando al disegno del Signore.
Un servizio che non dovrebbe mai mirare a gratificazioni terrene: “sono sempre qui a fare un sacco di cose e non mi dicono neanche un grazie!”,
oppure a un raggiungimento di una posizione di potere: “ora che sono responsabile di questo gruppo parrocchiale faccio io” escludendo persone che vorrebbero collaborare.
L’atteggiamento giusto è quella del “servo inutile”, “ho fatto quelle opere di carità ed ora sono in pace”, servo inutile che non cerca ne gratificazioni, ne potere alcuno ma solo il Signore Gesù Cristo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 17,7-10 di mercoledì 11 settembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)