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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI GIOVEDÌ 12 SETTEMBRE
“In quel tempo. Lungo il cammino verso Gerusalemme, il Signore Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».” (Lc 17,11-19)
Nel caso di lebbra la legge prevedeva che il malato si mantenesse separato e a distanza dal villaggio o città dove viveva. Ma nel caso di guarigione doveva presentarsi al Sacerdote che la verificava e riametteva la persona nella comunità.
Ora ben dieci lebbrosi furono purificati da Gesù, ebbe pietà della condizione non solo fisica ma anche della loro anima. Una volta guariti tutti e dieci, solo uno tornò a ringraziare.
Il ringraziamento è parte importante di ogni vita, è ammettere che abbiamo bisogno delle altre persone, di essere persone in comunione collaborativa con le altre persone, è la certezza che non tutto è dovuto ma dono. Il ringraziamento verso Dio è poi fondamentale per una esistenza che non si scordi mai del Signore perché essa stessa è dono.
Colui che solo ringraziò era uno straniero, non ebreo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 17,11-19 di giovedì 12 settembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)