Lunedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 16 SETTEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva»” (Lc 17,26-33)

Un interesse dell’uomo solo terreno, nelle faccende della vita terrena, nel prendere moglie o marito, nel divertirsi come scopo e fine della vita, nel commercio, nella costruzione e la produzione di beni come scopo e fine della vita, rende l’esistenza vuota. Manca qualche cosa di importante: lo scopo della vita. Esso non è produrre, costruire, mettere su famiglia, e così via, questi sono mezzi per vivere e non lo scopo, il fine dell’esistenza.
Il fine dell’esistenza è amare, è accorgersi di essere un dono e quello che circonda è a sua volta un dono e tutto il resto, commercio, costruzioni, famiglie, sono il mezzi per vivere questo scopo.
Troppo spesso l’uomo confonde il mezzo con il fine e si perde perdendo lo scopo della sua esistenza che è amare Dio e il prossimo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 17,26-33 di lunedì 16 settembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

Lascia un commento