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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI MARTEDÌ 17 SETTEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».” (Lc 18,1-8)
La preghiera è momento di relazione con il Signore Dio, è dove l’uomo si spoglia di ogni maschera e si rivolge al Signore con sincerità, e il Signore ascolta.
Se sembra che non ascolti è bene insistere, anche se non vi sono i risultati richiesti, è bene perseverare nella preghiera. Senza la preghiera dopo un breve periodo inizia a sfumare la fede, si pensa che intanto Dio sa quello di cui abbiamo bisogno ed è inutile pregare, e si cade in uno stato sempre più di incredulità perdendo sempre più la fede pensando che intanto Dio è buono e ci pensa lui perché sommo bene e misericordioso.
Ma è l’uomo che ha bisogno di pregare per rimanere in relazione con il Signore Dio, è la scelta libera dell’uomo di rimanere in comunione con il Signore mantenendo salda la fede. Dio è sommo bene, misericordioso e giusto giudice.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 18,1-8 di martedì 17 settembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)