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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI GIOVEDÌ 26 SETTEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!». Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».” (Lc 19,37-40)
Gesù entra nella sua Gerusalemme in modo solenne, c’è l’evidenza di grandi opere compiute da Gesù e che in queste c’è il dito di Dio. Ma c’è sempre chi si oppone e osserva in modo freddo i legami della legge senza cogliere chi è Gesù. Per questa ragione alcuni farisei chiedono il rimprovero di coloro che dicevano a gran voce che Gesù veniva nel nome del Signore.
Quanto è difficile essere unanimi in accordo sull’evidenza, vi sono e vi saranno sempre persone che si oppongono ma non per una non comprensione ma per presa posizione e opportunismo pensando che qualche altro possa prendere il loro posto di potere. In fin dei conti è solo una questione di paura, la paura che Gesù acquisti potere e si sostituisca nelle posizioni temporali ma Gesù non vuole togliere nulla ad alcuna persona ma indirizzare verso la salvezza dell’anima.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 19,37-40 di giovedì 26 settembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)