Martedì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 1° OTTOBRE
“In quel tempo. Gli scribi e i capi dei sacerdoti si misero a spiare il Signore Gesù e mandarono informatori, che si fingessero persone giuste, per coglierlo in fallo nel parlare e poi consegnarlo all’autorità e al potere del governatore. Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni qual è la via di Dio secondo verità. È lecito, o no, che noi paghiamo la tassa a Cesare?». Rendendosi conto della loro malizia, disse: «Mostratemi un denaro: di chi porta l’immagine e l’iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». Ed egli disse: «Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio». Così non riuscirono a coglierlo in fallo nelle sue parole di fronte al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.” (Lc 20,20-26)

Un parte dei vertici religiosi cercano di far cadere in errore Gesù, e non ci riescono. Non c’è la ricerca della verità ma l’intenzione di sconfiggere un avversario: Gesù. C’è un decadimento dell’uomo che troppo spesso si allontana dalla realtà delle cose e cerca solo il fatto di avere la ragione dalla sua parte, indipendentemente dalla verità dei fatti. Così accade che gli scribi e i capi dei sacerdoti pensano solamente come far cadere Gesù invece di cercare la verità.
Essere persone che tentano sempre di cercare la verità è già una buona via perché questo induce a essere umili, a mettere da parte il proprio io per evidenziare ciò che è vero.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 20,20-26 di martedì 1° ottobre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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