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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 2 OTTOBRE
“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui». Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.” (Lc 20,27-40)
I sadducei erano convinti dell’assenza della risurrezione, a differenza dei giudei che come i cristiani credono nella risurrezione. Per questa ragione i sadducei portano un esempio che sembra contraddire il fatto della risurrezione dai morti poiché vi sarebbe dopo la risurrezione dai morti una moglie con sette mariti.
Ma la svista dei sadducei (e oggi di alcune religioni che predicano l’errore della mortalità dell’anima) sta nel fatto di considerare la risurrezione come una continuità dell’attuale vita terrena, senza che vi sia alcuna novità tranne l’assenza del peccato. Una risurrezione concepita come una vita in pace che non è altro che una continuità di quella che si sperimenta sulla terra.
Ma non è così. La risurrezione non è il prolungamento della vita terrena, al contrario, c’è una grande diversità che sarà data alle persone giuste. Gli schemi che abbiamo qui non vi saranno più e ci sarà un modo di essere profondamente diverso a tal punto che non si prenderà ne moglie, ne marito.
Lasciamoci stupire dal Signore quando sarà il momento, nella speranza della sua misericordia per quanti accederanno a una risurrezione di vita.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 20,27-40 di mercoledì 2 ottobre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)