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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI VENERDÌ 4 OTTOBRE
“In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».” (Mt 11,25-30)
Come un sussulto interiore di gioia e gratitudine, così Gesù esulta per la benevolenza del Padre. Si tratta dello stupore gaudioso dello stile di Dio che predilige i piccoli. E’ la profonda gioia di essere in una comunione perfetta che coincide con il realizzarsi del disegno del Padre tramite l’opera stessa di Gesù che vede il suo dipanarsi, la sua realizzazione.
E quello stupore gioioso del “Giullare di Dio”, san Francesco d’Assisi che anch’esso vide il realizzarsi il disegno di Dio tramite la sua umile persona perché salvasse la Chiesa di Gesù. Una grande opera che sfocerà nella composizione di uno dei più grandi ordini religiosi della storia della salvezza dell’umanità: i Frati Francescani.
Da una piccola persona può partire un grande cambiamento della storia e senza usare la forza o la potenza economica ma usando l’amore nella povertà e nell’affidamento al Signore Gesù.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 11,25-30 di venerdì 4 ottobre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)