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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI MARTEDÌ 8 OTTOBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né contro battere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».” (Lc 21,10-19)
Potrebbero capitare tante cose, terribili, dove anche le persone nelle quali si era posto fiducia potrebbero rivoltarsi contro. E’ un aspetto apocalittico di un tempo dove il male si scatenerebbe a tal punto da non far intravedere neanche uno spiraglio di bene.
Qui vi sarebbero solo due vie: quella della disperazione e quella della fede.
Quella della disperazione porterebbe a una reazione forte, una lotta cruenta che amplificherebbe ancora di più il male e la cattiveria, oppure a una rinuncia verso tutto quanto anche verso la propria esistenza. La prospettiva sarebbe la morte.
Quella della fede potrebbe portare a una grande lotta contro il male ma con la fiducia che anche nel caso di sconfitta questa non sarebbe definitiva, con la perseveranza nella fede la propria vita sarà salva.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 21,10-19 di martedì 8 ottobre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)