.
Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI DOMENICA 20 OTTOBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene».” (Lc 6,43-48 )
Il Duomo di Milano è la cattedrale, è la casa di preghiera ed è viva perché vi sono persone fedeli che pregano in esso. Senza la presenza di persone credenti, il Duomo sarebbe solo un monumento vuoto, morto, ammirabile per la sua maestosità architettonica ma perderebbe il suo significato come casa di preghiera per i fedeli ambrosiani. Il Duomo è vivo perché molte persone pregano in esso con quella semplicità che costruisce la Chiesa di Gesù.
Da qui si pongono le fondamenta per una solida fede che nel tempo diventa robusta e resiste alle tempeste dei nostri giorni.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 6,43-48 di Domenica 20 ottobre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)