Lunedì della settimana dopo la Dedicazione

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 21 OTTOBRE
“In quel tempo. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro. Il giorno dopo Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi ». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».” (Gv 1,40-51)

Ti conosco e ti ho visto. Gesù si rivolge a Natanaele dicendo che ha un cuore sincero privo di falsità e da questa esclamazione sembra purtroppo che la falsità del cuore era piuttosto diffusa fra gli israeliti. Gesù conosce Natanaele, conosce bene il suo cuore.
La falsità del cuore purtroppo anche oggi è molto diffusa. Il credente dovrebbe sempre tenere presente un aspetto che aiuta a essere più sinceri, quello di essere visti dal Signore. “Ti conosco e ti vedo.”. Gesù ha una profonda conoscenza di ogni sua creatura, e questo si capisce se si tiene bene presente che è colui di cui “hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti”; Gesù è Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 1,40-51 di lunedì 21 ottobre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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