.
Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI MARTEDÌ 29 OTTOBRE
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.” (Mc 10,17-22)
Que l tale chiede: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù risponde che per essere indirizzato verso la vita eterna è necessario vivere in modo fedele, onesto, veritiero, nel rispetto di ogni persona e onorando il padre e la madre. Queste sono le fondamenta che dovrebbero essere presenti nel cuore di ogni cristiano che vengono riassunte nei dieci comandamenti.
Ma quel tale non è soddisfatto della sua vita nonostante il pieno e fedele rispetto dei comandamenti di Dio sin dalla giovinezza, c’è qualche cosa che manca. E Gesù gli dice che cosa manca perché possa essere felice: la sequela come discepolo, seguire Gesù lasciando tutto. Gesù chiama, è la vocazione di una forte consacrazione al Signore e Gesù lascia liberi nelle scelte, non obbliga alcuno. Questo tale decide di non aderire alla chiamata ma rimarrà triste e legato ai suoi molti beni.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 10,17-22 di martedì 29 ottobre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)