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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI GIOVEDÌ 31 OTTOBRE
“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».” (Mt 19,27-29)
Chiunque, cioè qualsiasi persona, avrà lasciato veramente affetti e cose per il Signore Gesù, avrà un enorme guadagno. Questo è vero. Lasciare la via “normale” di una esistenza nel mondo fatta di una prospettiva di lavoro, di relazioni anche belle, di affetti, di attrattive per il nome di Gesù, conduce a un qualcosa di grande che però non è paragonabile direttamente, perché quello che si ha è profondamente diverso e con una pienezza che supera ogni affetto e ancora di più ogni cosa. Non è possibile capire questo se non si sperimenta e ciò accade quando vi è una chiamata dal Signore, la vocazione a una vita di speciale consacrazione che se accettata porta a una straordinaria esistenza.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 19,27-29 di giovedì 31 ottobre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)