II Domenica dopo la Dedicazione

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 3 NOVEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti». ” (Mt 22,1-14)

Nella parabola Gesù esprime un re che ha un desiderio: riempire la sala per i festeggiamenti delle nozze del suo figlio. Il desiderio è quello di condividere la gioia con i suoi sudditi. Inspiegabilmente proprio gli invitati rifiutano. La sala si riempì ma di buoni e cattivi recuperati all’ultimo momento e gli invitati furono esclusi perché divennero omicidi.
La sala dei festeggiamenti dunque si riempì ma qualcuno non si era preparato, era comunque entrato nella sala ma non era pronto privo di abito nuziale. E per questo fu escluso.
Essere un giorno nella gioia della beatitudine celeste è cosa seria.
Ci accede solo chi aderisce all’invito alla gioia, a condividerla, ad avere il desiderio di Dio, il desiderio della giustizia, della pace e della gioia. Questa è la condizione importante: ho il desiderio del Paradiso? Ho il desiderio di una realtà fatta unicamente di bene dove si può sperimentare la pienezza della gioia? Questa è la condizione fondante per non rifiutare quell’invito di Dio a essere partecipi con lui nella beatitudine.
Ma non basta solo il desiderio. Non si può accedere alla beatitudine nel cielo se non con una preparazione per indossare l’abito nuziale. Se non si sono messi dietro le spalle comportamenti sbagliati, i peccati, in modo da tentare di vivere anche qui su questa terra l’amore se pur in modo assai imperfetto, allora si ha una grossa difficoltà con un cuore che rimane appiccicato ai peccati.
Vivere nel tentativo d’amore con uno sguardo su Gesù Cristo, è già un ottimo percorso per essere un giorno fra i commensali del banchetto celeste.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 22,1-14 di Domenica 3 novembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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