.
Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI MARTEDÌ 5 NOVEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».” (Gv 12,44-50)
Gesù esorta le persone affinché possano credere in lui. Lo fa perché ama tutte le sue creature, uomini e donne, e vuole che ognuna sia libera da ogni impedimento per compiere bene la sua esistenza qui sulla terra e poi quella eterna.
L’ascolto della sua parola è la via che mette alla luce gli impedimenti che ostruiscono la libertà e conducono verso un’illusione di falsa libertà. La scoperta dell’ascolto della Parole del Signore è in realtà la scoperta della vera libertà e di una nova esistenza piena di speranza.
La condanna di cui parla Gesù, è un auto condanna, la scelta di rifiutare Gesù, e il rifiuto della sua parola. E’ sempre l’uomo che decide da che parte stare, e in questo sceglie liberamente se essere salvato dalla Parola del Signore e dalla sua misericordia, oppure se rifiutarla. Il Signore accoglie chi lo sceglie.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 12,44-50 di martedì 5 novembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)