Giovedì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 7 NOVEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.” (Gv 8,28-30)

Quando Gesù sarà innalzato dall’uomo sulla Croce, molti capiranno che si è offerto in modo totale per loro stessi che lo avevano condannato. A questo annuncio molti credettero in lui, vedendo quella traccia di Dio che illumina chi vuole capire e ritrovare il senso dell’esistenza. C’è una azione di disposizione ad ascoltare per poter imparare e capire, per potere conoscere il Signore Gesù e accorgersi che veramente è “Io Sono”, cioè il Signore Dio.
L’essere con il Signore non vuol dire essere perfetti nelle azioni, nei pensieri, nell’amore, ma vuol dire credere in lui, scoprire di essere poveri e immeritevoli e stupirsi di essere amati per quello che si è, non perfetti, ma persone che vivono tentando di amare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 8,28-30 di giovedì 7 novembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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