Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo – Solennità del Signore

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 10 NOVEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».” (Mt 25,31-46)

Nella venuta finale del Signore Gesù Cristo vi sarà il giudizio ultimo. Tutti i popoli delle nazioni saranno giudicati, un giudizio universale e immediato, senza attese. Tutti dunque radunati davanti all’unico Giudice.
Questo avverrà secondo la speranza in modo divino, cioè un giudizio misericordioso che consideri tutto della persona giudicata: le sue miserie, la mancanza d’amore ricevuto e quello non dato, l’amore ricevuto e quello dato, la carità non ricevuta e non data, e quella ricevuta e data. E le molteplici cose che solo il Signore Dio è in grado di conoscere e giudicare.
Il bene e il male coesistono, lo vediamo e lo viviamo oggi, ma dopo il giudizio saranno per sempre separati “come il pastore separa le pecore dalle capre”. E’ la garanzia che vi sia un futuro d’eternità fatto di bene dove il male non può coesistere. E’ cosa importante da alcuni interpretata come ingiustizia e non amore e quindi impossibile ma in realtà è la giustizia del profondo amore di Dio per le sue creature che lascia che scelgano liberamente dove andare.
Gli uomini saranno giudicati con il criterio dell’amore verso il prossimo secondo le proprie capacità d’amare. Se fai la carità (non è solo elemosina ma vivere l’amore verso il prossimo) hai la possibilità di essere poi avvolto dall’amore di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 25,31-46 di Domenica 10 novembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

Lascia un commento