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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI VENERDÌ 15 NOVEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”.
Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».” (Mt 25,31-46)
In questa settimana, per la terza volta viene proposto il brano evangelico di Matteo, quello di Domenica e lunedì scorsi. E’ quello sguardo verso quel giorno in cui vi sarà il giudizio del giudice giusto, leale e fedele.
Forse quel giorno lo si sente non parte della propria esistenza, eppure c’è il giorno dove c’è il giudizio riguardo la propria persona e questo fa parte della vita come fa parte il passaggio cruento della morte.
Questo è uno sguardo di speranza dove c’è la possibilità della vita eterna da persona viva, ricondotta alla casa del Padre dove finalmente c’è il vero riposo dell’anima con tutte le sue vivacità e voglia di vivere.
C’è sempre un inizio e una fine nel passaggio terreno, l’esistenza di tutte le cose avrà termine un giorno ma c’è quella speranza di una vita rinnovata ed eterna dopo il termine dell’esperienza terrena.
Per accedere alla vita eterna bisogna desiderarla, o meglio, non desiderare il male al posto del quale bisogna mettere il desiderio del bene. Così facendo potremmo sentire grazie alla misericordia di Dio: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo”.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 25,31-46 di venerdì 15 novembre 2019, – TEMPO DOPO PENTECOSTE – Rito Ambrosiano)