Martedì della I settimana di Avvento

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 19 NOVEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.” (Mt 7,21-29)

L’ingresso del regno dei cieli è riservato a chi fa la volontà del Padre, e questo sembra molto esclusivo. Poche persone potranno entrare effettivamente nel regno dei cieli perché pochi fanno veramente la volontà del Padre e questa è un’opinione molto umana e diffusa ma probabilmente non è vicina alla verità.
Allora chi è chi fa la volontà del Padre, che ascolta le parole di Gesù e le mette in pratica?
Mettere in pratica le parole di Gesù non significa ottenere il risultato sperato ma significa ascoltare con umiltà e operare nella vita tenendo presenti queste parole magari in un apparente fallimento continuo. Non è questione di risultato, è questione di cuore che semina il bene senza aspettarne i frutti. La speranza è che vi siano molte persone che in modo anonimo perseguono il bene. Chi tenta di amare con cuore sincero è probabilmente colui che mette in pratica le parole di Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 7,21-29 di martedì 19 novembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

Lascia un commento