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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI VENERDÌ 22 NOVEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». ” (Mt 9,35-38)
Gesù percorrendo le città e villaggi si rese conto della insufficienza dei religiosi che non avevano a cuore la popolazione. C’era bisogno di un cambiamento, di una svolta importante e poiché non vi era la disponibilità dei religiosi a un cambiamento e nel credere nella persona di Gesù, era necessario chiamare delle nuove leve perché diventassero loro stessi nuovi pastori, diversi e vicini alle persone.
Anche oggi abbiamo bisogno di pastori con a cuore la compassione, stare vicino ai drammi e alle sofferenze degli uomini e delle donne per tentare assieme di ricostruire la speranza. E ancora di più, il messaggio della buona novella, del Vangelo è quanto mai oggi urgente fra tante persone distratte da molteplici cose.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 9,35-38 di venerdì 22 novembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)