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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI DOMENICA 24 NOVEMBRE
“Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!». Alle folle che andavano a farsi battezzare da lui, Giovanni diceva: «Razza di vipere, chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire fra voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Anzi, già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco». Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.” (Lc 3,1-18)
Luca, l’evangelista, vuole essere preciso e collocare bene l’inizio della predicazione di Giovanni il Battista dicendo chi erano tutti governatori delle varie zone d’Israele.
Giovanni iniziò l’annuncio prima che Gesù iniziasse la sua missione. Il suo stile era senza mezzi termini e parlava direttamente nel cuore delle persone con quello stile diretto, senza risparmiare nulla. Molti gli chiedevano cosa fare per essere salvati, e Giovanni diede delle indicazioni:
La carità, dove c’è abbondanza di donare il non necessario: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto».
L’onestà, dove non si approfitta della posizione che si ricopre per frodare: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato»
La fedeltà, rimanendo nel proprio ruolo facendolo al meglio e senza pretendere nulla di più: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Giovanni il Battista testimone umile del Signore Gesù, non voleva essere scambiato per il Messia e insisteva molto sula fatto che sarebbe venuto dopo di lui uno più grande con un dono: il battesimo in Spirito Santo e fuoco. Un dono d’amore ardente che solo Gesù può regalare.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 3,1-18 di Domenica 24 novembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)