Lunedì della II settimana di Avvento

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 25 NOVEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie». Allora si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».” (Mt 11,16-24)

Gesù vede il cuore delle persone. Molti di questi erano solo critici sia riguardo a Giovanni il Battista sia riguardo a Gesù. Su uno perché era troppo rigido nella essenzialità della sua vita, Giovanni il Battista, sull’altro perché agiva con una assoluta libertà e se lo poteva permettere perché era il Messia venuto sulla terra in mezzo alle sue creature.
Questa rigidità di questi cuori era dettata più che altro dalla paura, quella del cambiamento, quella della perdita della posizione sociale, quella dello scossone di equilibri politici.
Per paura molti rifiutarono di accogliere la salvezza in persona, Gesù Cristo, e di rimanere nei propri peccati accettando la mediocrità piuttosto che la vita.
Ma il cristiano accetta la venuta di Gesù perché possa essere motivo di speranza e gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 11,16-24 di lunedì 25 novembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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