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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI MARTEDÌ 26 NOVEMBRE
“In quel tempo. I farisei uscirono e tennero consiglio contro il Signore Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni».” (Mt 12,14-21)
Un servo, scelto e amato, il Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo. Il profeta Isaia annuncia il servo che rivoluzionerà l’esistenza terrena dando la rinnovata speranza all’umanità. Questo servo non userà la forza e annuncerà la giustizia alle genti assetate di equità. Non se ne approfitterà del debole e sarà la vera novità di tutte le nazioni della terra.
Oggi, dopo duemila anni, la speranza delle nazioni è Gesù con il suo messaggio di vita che si oppone alla morte, con la pace che si oppone alla violenza, con la giustizia che si oppone al sopruso. Oggi più che mai, la direzione dell’uomo è data dal Signore Gesù Cristo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,14-21 di martedì 26 novembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)