.
Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI GIOVEDÌ 28 NOVEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai farisei: «Prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono. Prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero. Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive. Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato»” (Mt 12,33-37)
“L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive.”
Ma l’uomo è in grado di ingannare, cioè di dire cose buone (non di farle) ed è invece cattivo. L’inganno è troppo diffuso, quasi una piaga, ed è presente anche l’inganno verso se stessi. Qualcuno potrebbe pensare di essere persona buona poiché fa qualche cosa di buono ma sostanzialmente la sua vita non è buona e si illude, inganna se stesso pensando che il poco buono che fa copra la sua vita che ha a che poco da fare con i valori cristiani.
Uscire dall’inganno è possibile dicendo il vero, iniziando a dire parole non vane, di recitazione, ma parole vere che rispecchiano quello che si è.
La schiettezza e la verità saranno di certo apprezzate di chi è la verità: Gesù.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,33-37 di giovedì 28 novembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)