Venerdì della II settimana di Avvento

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI VENERDÌ 29 NOVEMBRE
“In quel tempo. Alcuni scribi e farisei dissero al Signore Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!». ” (Mt 12,38-42)

Gesù riceve la richiesta di un segno, un evento sovrannaturale che provasse la sua soprannaturalità. Ma questi scribi e farisei sapevano bene dei molti e molti segni che Gesù aveva compiuto ed erano tutti di guarigione dalle malattie e di liberazione dal male. Forse avrebbero voluto un segno differente ma quelli compiuti da Gesù erano più che sufficienti per potergli credere.
Ma avranno un segno, quella della risurrezione dopo tre giorni dalla sua morte. Questo è l’unico e il più grande segno che l’umanità tutta riceverà dal Signore Gesù Cristo, la vera speranza donata dall’amore del Signore che vuole venire e abitare in noi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,38-42 di venerdì 29 novembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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