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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI VENERDÌ 6 DICEMBRE
“In quel tempo. I discepoli domandarono al Signore Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.” (Mt 17,10-13)
“Non l’hanno riconosciuto”. Gesù dice di Elia, il grande profeta che risuscitò il figlio della vedova di Sarepta, il quale sarebbe ritornato prima della venuta di Cristo che in realtà è già venuto ed è Giovanni il Battista.
Non lo hanno voluto riconoscere, poiché il fatto di riconoscerlo sarebbe stato un evento importante che avrebbe aperto la strada al riconoscimento di Cristo nel Signore Gesù. Ma è stata una scelta quella di non volerlo riconoscere poiché sarebbe stato poi difficile affermare che Gesù non è il Messia, il Cristo atteso.
E’ sempre una questione di convenienze secondo ragionamenti di tornaconto personali. Ma nell’Avvento del Signore Gesù ognuno è chiamato a riconoscerlo nelle vicende della vita, come colui che è presente nella storia di ognuno e vuole essere solo accolto per essere fautore d’amore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 17,10-13 di venerdì 6 dicembre 2019, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)