III Giorno dell’Ottava del Natale – S. Giovanni, apostolo ed evangelista

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI VENERDÌ 27 DICEMBRE
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Pietro: «Seguimi». Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.” (Gv 21,19c-24)

Pietro avrà il compito di guidare la Chiesa in una stretta sequela assicurata dalla triplice dichiarazione di volergli bene fatta poco prima. Gesù permise a Giovanni, apostolo e evangelista, di seguirli perché Giovanni voleva molto bene a Gesù ed era sotto quella Croce accanto a Maria. Giovanni ha avuto un ruolo particolare d’amore, cosa che sembra legare le celebrazioni di questi giorni successivi al Natale. Giorni in cui vi è uno stretto contatto di amore con il Signore Gesù, come Santo Stefano, Giovanni e domani i Santi Innocenti martiri.
Il rapporto d’affetto con il Signore Gesù può nascere dopo un cammino di fede, e diventa presenza importante in ogni giornata.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 21,19c-24 di venerdì 27 dicembre 2019, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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