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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI VENERDÌ 3 GENNAIO 2020
“In quel tempo. C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.” (Lc 2,36-38)
Una donna eccezionalmente anziana d’età per l’epoca, Anna, aveva una profonda comunione con Dio a causa delle sue preghiere e digiuni.
Anche lei vedendo il bambino Gesù capisce che è arrivata la salvezza da un Dio che non abbandona ma rimane vicino al suo popolo nonostante le ripetute infedeltà.
È arrivata la redenzione per Israele e poi per tutti i popoli, per coloro che guardano a Gesù e credendo siano anch’essi salvati.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,36-38 di venerdì 3 gennaio 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)