Martedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 21 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma il Signore Gesù li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».” (Mc 3,22-30)

Esiste una grave mancanza fra le altre. Si tratta di un peccato nel negare la provenienza del bene. Gesù aveva compiuto molte azioni e ognuna era solo indirizzata per la salvezza del’uomo. La provenienza di queste azioni non poteva che essere da una fonte buona data anche dalla loro numerosità e qualità. Ma gli scribi, coloro che avevano la conoscenza approfondita della legge, delle regole, delle dottrine ebraiche, negavano che la provenienza di queste buone azioni potesse avere origine divina e dicevano che invece aveva origine demonica.
Oggi useremmo forse il termine “disonestà intellettuale” per questi scribi, cioè portare a proprio vantaggio una situazione che altrimenti sarebbe molto difficile da giustificare. È una tecnica usata anche oggi nelle discussioni nei media. È più sottile della notizia falsa, non si mette in dubbio la notizia, il fatto accaduto che quindi viene considerato vero, si dice il falso riguardo l’origine del fatto accaduto, si afferma che chi ha commesso il fatto aveva uno scopo molto negativo anche se ciò che è falso.
La bestemmia conto lo Spirito Santo ha questo tipo di dinamica, si tratta di considerare che la grazia non è proveniente da Dio. In definitiva consiste nel rifiutare il perdono di Dio. Nella formula dell’assoluzione della Chiesa c’è la seguente frase: “Dio Padre onnipotente (….) e ha effuso lo Spirito Santo per il perdono dei peccati, (…)”, dove lo Spirito Santo è la persona della Santissima Trinità per cui giunge il perdono. Rifiutare il perdono è scelta dell’uomo. Bestemmiare contro lo Spirito Santo equivale a rifiutare il perdono e ciò non può essere perdonato; perché si rifiuta il perdono stesso.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 3,22-30 di martedì 21 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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