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Memoria di S. Tommaso d’Aquino, sacerdote e dottore della Chiesa
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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI MARTEDÌ 28 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa. ” (Mc 4,26-34)
Nel Vangelo di oggi sono proposte due parabole riguardo il regno di Dio.
Nella prima c’è la partecipazione di un uomo che getta il seme. Questo cresce e diventa un frutto indipendentemente dall’uomo. E quando il frutto è maturo lo coglie e lo usa. Nel regno dei cieli vi è una partecipazione dell’uomo e una gratuità per come le cose buone si sviluppano e crescano a favore dell’uomo stesso.
Nella seconda parabola, vi è un seme, il più piccolo, e una volta seminato cresce e diventa la pianta più grande dell’orto. Nel regno dei cieli le cose più piccole, umili, modeste sono più belle e evidenti, l’opposto di quello che accade sulla terra.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 4,26-34 di martedì 28 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)