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Memoria facoltativa di S. Patrizio, vescovo
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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI MARTEDÌ 18 FEBBRAIO 2020
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.” (Mc 10,46b-52)
Un cieco che aveva sentito parlare di Gesù, sente che sta per passare nel luogo dove mendicava. Ha il coraggio di gridare, di chiamare con forza Gesù. Vi è chi vorrebbe stesse in silenzio, che continuasse la sua esistenza da mendicante senza che disturbi. Ma il cieco grida ancora più forte, si fa sentire da Gesù che accoglie la sua richiesta. La sua vita è cambiata grazie alla fede in Gesù, da cieco a vedente.
Gesù dona vista a quanti vogliono credere in lui veramente senza accettare alcuni compromessi che impedirebbero la fede. Allora l’anima può gridare «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!» ed essere ascoltata dal Signore per una vita che viene rinnovata nella sua bellezza.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 10,46b-52 di martedì 18 febbraio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)