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Memoria facoltativa di S. Turibio di Mogrovejo, vescovo
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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 19 FEBBRAIO 2020
“La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, il Signore Gesù ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono. La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».” (Mc 11,12-14.20-25)
Gesù ha il desiderio di trovare dei frutti e vede in lontananza un albero di fichi con le foglie ma senza frutti. Così è quello che aveva trovato in Israele, una situazione in apparenza buona, piena di foglie, con persone che sembrano recare culto a Dio, che rispettano i comandamenti e tentano di rimanere nelle vie indicate dal Signore. Ma approfondendo, scopre che è in gran parte solo apparenza, non vi sono frutti, ci sono solo foglie, e la devozione è solo superficiale, non è accompagnata dal cuore soprattutto da chi doveva pascere e guidare il popolo.
Sarebbe da far seccare tutto quanto e ricominciare con un albero nuovo perché possa dare finalmente frutti. Gesù richiama alla fede nella quale può essere recuperato anche l’impensabile, e perdonando il Padre perdoni anche le colpe più gravi.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 11,12-14.20-25 di mercoledì 19 febbraio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)