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Feria
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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI LUNEDÌ 24 FEBBRAIO 2020
“In quel tempo. I capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui. ” (Mc 12,13-17)
Gesù afferma di rendere: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». Rendere vuol dire riconoscere di aver ricevuto qualche cosa come un bene, o dei servizi o dei lavori e si è debitori. Si è debitori nei confronti dello stato, Cesare, cui si deve un contributo per i servizi ricevuti. Si è debitori nei confronti di Dio quanto meno per esserci, per esistere, per la vita, e non vi è alcuna ricompensa adeguata da restituire a Dio ma vivendo amando si è in comunione con Dio.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 12,13-17 di lunedì 24 febbraio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)