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Feria
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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI MARTEDÌ 25 FEBBRAIO 2020
In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».” (Mc 12,18-27)
«Come angeli nei cieli». Quello che invita Gesù è togliere preconcetti dove si può considerare la vita eterna simile a quella che si sta sperimentando in questo passaggio terreno. Qui, ora, l’uomo inizia la sua esperienza di vita che continuerà in modo eterno e profondamente differente. Dopo la risurrezione dai morti non vi sarà più la necessità della moglie o del marito perché l’esistenza sarà piena nella sua pace, armonia, gioia, «come angeli nei cieli».
Piuttosto di pensare come potrebbe essere l’eternità, bisogna prima meritarsela con una vita il più possibile buona mirata all’amore. L’affidamento al Signore può far già sperimentare qui un piccolo anticipo di amore eterno facendo capire come siamo ora in esilio da quella vita che ci attende nel regno dei cieli. Proviamo a meritarla.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 12,18-27 di martedì 25 febbraio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)