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Feria
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Lettura del Vangelo e commento.
IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 26 FEBBRAIO 2020
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa ». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».” (Mc 12,38-44)
Gesù osserva quei scribi che amano la riconoscenza nelle piazze, l’essere visti con vesti e
attenti a posti visibili in ogni banchetto. Fanno credere anche un comportamento corretto nella loro vita ma è solo ipocrisia, se ne approfittano dei patrimoni delle vedove e cercano l’essere visti nella preghiera. Sono persone che hanno perso il gusto di Dio, il timore di Dio cercando solo una gratificazione terrena a scapito di altre persone. Forse sono persone molto pericolose perché dovrebbero dare esempio invece approfittano della loro posizione sociale.
Gesù osserva anche un vedova. Offre quasi nulla, alcune monetine per il tempio del Signore. Eppure questo gesto economicamente insignificante è il più visto da Dio, è il più generoso.
Il confronto fra quei scribi e questa vedova è dirompente. La vedova è stimata e amata da Dio, quei scribi sono disprezzati.
Si può essere apprezzati dal Signore per le piccole cose quotidiane quei piccoli gesti che sembrano insignificanti ma fatti con amore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 12,38-44 di mercoledì 26 febbraio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)