Venerdì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

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Feria

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI VENERDÌ 28 FEBBRAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il Figlio dell’uomo è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».” (Mc 13,28-31)

Le parole del Signore Gesù non passeranno, non saranno dimenticate, sono parole di vita, di amore, dell’essere vicino di Dio alle sue creature. Tutto quanto passerà, non ci sarà più traccia ma la parola efficace del Signore rimarrà come il suo amore.
In questo momento di emergenza dalla diffusione della malattia COVID-19 la Parola del Signore assume un significato profondo, aiuta a essere persone non allarmiste e neanche persone che sottovalutano questa malattia. C’è bisogno di persone equilibrate che portino serenità e fede a tante persone che l’hanno persa.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco Mc 13,28-31 di venerdì 28 febbraio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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