Sabato della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Feria – ULTIMA DOPO L’EPIFANIA

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI SABATO 29 FEBBRAIO 2020
“Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».” (Lc 1,5-17)

“Non temere, Zaccaria”. In questa ultima liturgia prima dell’inizio della Quaresima ambrosiana, incontriamo un annuncio di gioia, di speranza, di conforto. Nascerà colui che “ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio”. Colui che nascerà non sarà il Signore ma il più grande dei profeti, San Giovanni Battista. Il Signore Dio compone il disegno di salvezza con l’annuncio della nascita del Precursore di Gesù.
Dio si fa vicino all’uomo specialmente nei momenti di sofferenza, di crisi, e anche di epidemia perché la disperazione non vinca ma si diventi persone che, con l’aiuto del Signore Gesù, sperano in un futuro migliore pur passando attraverso una crisi.
Questo momento è occasione di una grane preghiera personale che si innalza verso il Signore riavviando la propria fede, speranza e carità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,5-17 di sabato 29 febbraio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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