Giovedì della II settimana di quaresima

.

Dodicesimo giorno di Quaresima ambrosiana

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 12 MARZO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».” (Mt 5,6,1-6)

Una giustizia, una elemosina, un’offerta, una preghiera fatte tutte per essere ammirati. per essere lodati, per ricevere un grazie. Lo scopo è quello di essere gratificati dai complimenti altrui. Questo non porta a nulla, non porta niente, anche se si fanno delle cose buone perché sono unicamente per acquistare il viso bello nei confronti delle altre persone per guadagnare una gloria personale. Si rimane in se, si rimane chiusi in se stessi, si fa tutto per esaltare se stessi.
Una giustizia, una elemosina, una preghiera, fatti con il cuore perché c’è una volontà, c’è un amore per la giustizia, nel perseguire un aiuto verso il prossimo tramite quella carità, quella preghiera fatta nel segreto senza essere visti dalle altre persone. Qui c’è la fede e c’è la profonda convinzione nel cuore gli esseri ascoltati da Dio. Si realizza così una esistenza che fuori esce da se, fuori esce dal proprio egoismo e inizia a provare una esperienza di vita, di amore.
In questo periodo ecco lo stesso identico avviso che è di amore e di profonda carità verso le altrui persone, quello di ascoltare con attenzione e di mettere in pratica tutte le indicazioni della autorità per questa epidemia, questa è carità. È una forma di penitenza da perseguire con tutto il nostro cuore perché questo è un attenzione verso il prossimo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6 di giovedì 12 marzo 2020, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

6, 1-6

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

Lascia un commento