Martedì della III settimana di quaresima

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Diciasettesimo giorno di Quaresima ambrosiana

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 17 MARZO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».” (Mt 6,16-18)

Mi ricordo quando ero di Seminario e al mattino capitava questo brano del Vangelo durante la Quaresima. Nel primo pomeriggio o in tarda mattinata quando le elezioni erano finite, nei corridoi si sentiva un profumo. Era l’espressione dell’ingenuità spirituale, qualcuno dei seminaristi, qualcuno di noi, si metteva quel dopobarba che magari i suoi genitori o gli amici o amiche gli avevano regalato. Si sentiva questo profumo perché si era ascoltato questo Vangelo: “Quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto”. Ingenuità spirituale….
Quando digiuniamo e facciamo dei veri e propri sacrifici per poi fare anche la carità, non dobbiamo dimostrare ciò che abbiamo fatto. Quel piccolo gesto nascosto è un gesto vero di profonda spiritualità quando facciamo del bene. Non facciamone alcuna pubblicità, magari viene fuori lo stesso successivamente perché altre persone, genuine, dicono di aver ricevuto del bene. Non si va alla ricerca di questo, si va alla ricerca del bene in quanto tale, ed è bello farlo, nella coscienza senti la grazia, la gioia, la pace e non è necessario dirlo alle altre persone, si rovinerebbe tutto.
Chiediamo il Signore questo grande gesto di carità in questo periodo, un profondo gesto di carità è il rispetto verso tutte le altre persone e in questo periodo vuol dire non uscire di casa. Non faccio un giretto fuori casa. No non lo faccio perché ho rispetto delle altre persone e vuol dire essere distanti fisicamente perché ne ho rispetto. Questa è una grande azione di carità che si può fare. È un voler bene alle persone che ci sono vicine e alle persone che potremmo altrimenti incontrare in giro.
Chiediamo al Signore questa grande grazia sapendo che è una vera offerta di carità, è una vera penitenza ma fatta con consapevolezza e responsabilità.
Signore Gesù liberaci da questa epidemia.
Maria, Salute degli infermi, prega per noi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 6,16-18 di martedì 17 marzo 2020, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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