Solennità di S. Giuseppe, sposo della B. V. Maria

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Diciannovesimo giorno di Quaresima ambrosiana

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Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 19 MARZO 2020
“In quel tempo. I genitori del Signore Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio».” (Lc 2,41-49)

Un momento di dispersione, di distrazione da parte dei genitori di Gesù: San Giuseppe la Beata sempre Vergine Maria che lo credevano in quella carovana da Gerusalemme diretta verso Nazareth.
Ma non era in quella carovana. Per tre giorni lo cercarono e lo trovarono in quel tempio a Gerusalemme. Il Signore Gesù dodicenne stupiva i genitori e i maestri che erano attorno a lui. Un Signore Gesù che continua a stupire anche oggi perché vuole essere con noi nonostante le nostre fragilità e le nostre lontananze. Il Signore Gesù fu cercato in maniera quasi disperata, con grande apprensione da parte sia di Giuseppe che di Maria. Un Signore Gesù che anche noi dovremmo cercarlo con quella passione per ritrovarlo poi in questa Pasqua che sta per arrivare.
San Giuseppe, lo sposo della Beata sempre Vergine Maria, sempre a disposizione, sempre a supportare tutta la famiglia ed è quello che i vari papà sono chiamati a fare in questo periodo costretti a casa in questa grande vicinanza con i loro figli e le loro mogli. In questa festa tutti papà potrebbero essere il punto di riferimento importante per ritrovare quei valori, quella bellezza dello stare assieme in famiglia in questo periodo, in questo dramma del coronavirus.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,41-49 di giovedì 19 marzo 2020, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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