Trentaquattresimo giorno di Quaresima ambrosiana
GIORNO ANEUCARISTICO
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Preghiera e commento.
5° VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (1° marzo) a Giovedì Santo (9 aprile). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Quest’anno il digiuno eucaristico è anche nelle alle altre giornate a causa dell’epidemia e le Via Crucis sono seguite NELLE PROPRIE CASE.
PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».
Dalla Croce scende un abbraccio intenso del Signore Gesù, “ti voglio bene, non scoraggiarti, se sono riuscito a rimanere sulla Croce per te, anche tu puoi vivere questa sofferenza perché sono con te”. Questa è la differenza, Gesù è con te, Gesù è con noi, dalla sua Croce vuole essere solidale con ogni sofferenza d’uomo, vuole sostenere quel peso che sarebbe altrimenti invivibile.
Quel carico, quel peso che sembra insopportabile, e a volte lo è veramente, è sostenuto dalla fede nella Croce del Signore Gesù. La cosa insopportabile diventa trasportabile, attraversabile, è possibile affrontarla senza rimanere schiacciati.
È possibile attraversare questa epidemia con tutte le sue conseguenze drammatiche grazie a quella Croce dalla quale scaturisce la nostra salvezza. Ci attendono momenti di sconforto, alcuni colpiti dalla malattia, altri piangono la perdita di qualche conoscente o addirittura del proprio caro, la mancanza di contatti sociali, la mancanza di vedere le persone a cui si vuole bene, e in generale una crisi economica mai vista con una prospettiva di maggiore povertà.
La Croce ci dà la possibilità di attraversare tutto questo, di rialzare lo sguardo come persone salvate da un Dio che non si fa vedere e sentire ma c’è, e dona salvezza e conforto dalla sua Croce.
Da qui ci si rialzerà, ricostruendo quello che è andato perduto.
Maria, da sotto quella Croce, sostieni tutti i sofferenti.
Riflessione a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(venerdì 3 aprile 2020, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)