Domenica in albis depositis – II Domenica dopo Pasqua

VIII giorno
dell’ottava di Pasqua
DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA

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OMELIA VICARIO GENERALE S.E. Monsignor Franco Agnesi

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Lettura del Vangelo e commento

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Audio Messa del giorno senza popolo.

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Audio della Messa vigiliare senza popolo.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.” (Gv 20,19-31

La Domenica successiva a quella di Pasqua conclude l’ottava, sono gli otto giorni dedicati alla festa pasquale come se fosse una lunga Domenica. Quest’anno la Pasqua è nell’epidemia costringendo tutti i fedeli a viverla in modo diverso, a casa, e per i più in modo sofferente: non si sono incontrate tante persone fra cui i propri parenti più stretti, non è stato possibile andare nei luoghi di culto e a festeggiare l’inizio della bella stagione e alcuni hanno vissuto la malattia e altri il lutto.
Il Signore è Risorto. Se pur in mezzo a questa pandemia abbiamo quest’annuncio che riecheggia da una settimana, ma come può essere se stiamo vivendo questa pandemia? Come può accadere ciò se il Signore è Risorto? Ma è vero?
«Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Il Signore è Risorto nonostante il male che continua a essere presente, il male dell’uomo nel suo agire, il peccato, la corruzione della natura con le sue espressioni fra le quali il Covid-19. La Risurrezione è l’espressione dell’estrema misericordia di Dio per ognuno di noi. Nonostante il peccato, nonostante i capricci della natura, c’è la Risurrezione, la speranza, la vita nel nome di Gesù, la vita eterna.
Con questa speranza nel cuore si possono vivere periodi terribili grazie alla presenza del Risorto nei cuori. È la Divina Misericordia che si fa presente ad ogni persona che guarda la salvezza che scaturisce tutt’oggi da Gesù con il suo fluire di sangue e acqua che guarisce anche il peccatore più incallito.
Il Signore è Risorto, «Mio Signore e mio Dio!»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 20,19-31 di Domenica 19 aprile 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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