Tempo di Pasqua
Memoria di S. Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa
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Lettura del Vangelo e commento
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. La folla disse al Signore Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».” (Gv 6,30-35)
Questa volta il segno che viene chiesto al Signore Gesù per provare la sua identità e credere in lui, proviene dalla folla, dalla base, dalle persone che non sono dotte e sapienti. Gesù propone un pane nuovo che discende dal cielo che è lui stesso e vivifica il mondo, dona la vita al mondo, lo fa sussistere.
A differenza dei dotti e dei sapienti, la folla accetta, crede, chiede di avere questo pane nuovo ma forse fraintendendolo sempre con una soluzione ai problemi terreni.
Gesù chiarisce: chi si dirige verso il Signore e crede in lui non avrà ne fame ne sete perché saziato dalla presenza d’amore di Dio. Non si tratta di cibo terreno, si tratta di vita eterna.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 6,30-35 di Sabato 2 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)