Tempo di Pasqua
Quarta Domenica di Pasqua
.
OMELIA DI UN VICARIO EPISCOPALE
.
Lettura del Vangelo e commento
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».” (Gv 10,11-18)
Ogni comunità piccola o grande ha necessità di un punto di riferimento per poter essere indirizzata, consigliata, edificata, educata. Il buon pastore rappresenta un ideale punto di riferimento.
Ma quali sono le caratteristiche di un buon pastore?
La prima cosa è che un buon pastore conosca bene la comunità cui è chiamato alla guida.
“Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore”,
una conoscenza che dev’essere reciproca: se devo fidarmi di quella persona che è ad esempio il Parroco, lo vorrei prima conoscere per capire chi è, se mi posso affidare a lui per discernere, per capire importanti decisioni che dovrò prendere.
“e le mie pecore conoscono me”
Un’altra cosa importante è la passione, il cuore che il buon pastore mette nel suo ministero, una passione a tal punto che gioca completamente la sua vita per la comunità perché ha come riferimento Cristo che lo ha chiamato a essere sacerdote e guida.
“e do la mia vita per le pecore”.
Pastori con passione sono amati da Dio per il loro donarsi continuo, non esenti da errori, da sbagli di valutazione o altro, mettono l’amore nella loro missione e i fedeli lo colgono al volo e molto ma molto perdonano i tanti sbagli dei loro pastori.
Il buon pastore è Gesù, lui è il punto di riferimento per ogni cristiano, il sacerdote trasmette questo nei vari aspetti alla comunità.
Preghiamo per i pastori perché possano superare le crisi, i problemi e affrontare bene questo periodo di pandemia.
Preghiamo per tutti i fedeli a loro affidati per un buon cammino di profonda comunione anche se per ora è solo spirituale nelle proprie case.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 10,11-18 di Domenica 3 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)