Venerdì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Memoria di San Vittore, martire
Patrono della città di Rho

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».” (Gv 7,25-31)

Molti della folla credono che Gesù sia il Cristo. Vengono fugati i dubbi per via dei segni compiuti da Gesù. Bisognava superare ogni dubbio sul fatto del non rispetto delle leggi, il riposo del sabato, a fronte dei segni compiuti dal Signore. Questo lo capiscono molti della folla che riescono a vedere la sostanza, quello che è accaduto e che non può essere negato.
C’è speranza che alcune persone riconoscano la cosa buona, e questa speranza è viva anche oggi dove molte persone hanno nel loro cuore il desiderio di cose buona, anche se le cose buone non danno risalto e notizia..
Ma la non notizia di cose buone sovrasta il chiasso di quelle cattive in prima pagina.
È il silenzio del giusto che vince sul chiasso dell’arrogante, anche se subito sembra il contrario. L’arrogante sarà dimenticato, il giusto ricordato.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 7,25-31 di Venerdì 8 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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