V Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
V Domenica di Pasqua

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OMELIA di don Mario Stefano Antonelli Vicario Episcopale per l’Educazione e la Celebrazione della Fede

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato».” (Gv 14,21-24)

Il manifestarsi di Dio non è ne scontato, e il modo di manifestarsi non è come vorrebbe l’uomo.
La manifestazione del Signore avviene per chi lo ama, per chi osserva i suoi comandamenti. Non si tratta di essere obbedienti in modo rigido e formale, vi sarebbe il rischio del bigotto, ma si tratta di amare, di fare propri nel cuore i comandamenti di Dio. Questo è possibile nell’accorgersi della loro profondità, del bene che portano ad ogni persona. Non sono un elenco di obblighi che portano alla tristezza, alla mortificazione negando la libertà all’uomo. Per molti i comandamenti religiosi legano la persona per mantenerla entro certi limiti sociali e morali. Ma i comandamenti di Dio sono basati sull’amore verso ogni creatura, portano alla vita liberando l’uomo da una serie di schiavitù che potrebbero essere riassunti solo con la parola egoismo.
Di seguito, il modo di manifestarsi del Signore è anch’esso diverso da come poteva immaginare l’uomo. La domanda di Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?», ha come risposta il modo con cui Gesù e Dio Padre si manifesteranno personalmente ad ogni creatura che ama: «verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui».
È più universale di ogni media che può essere concepito dall’uomo, supera grandemente ogni “on line” concepito e concepibile. Ognuno, anche sconnesso dalla rete, può essere dimorato da Dio e essere con lui.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 14,21-24 di Domenica 10 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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