Sabato della settimana dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Memoria facoltativa di San Norberto, vescovo

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che il Signore Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».” (Mt 28,16-20)

Gesù lascia i suoi discepoli dopo le apparizioni da Signore Risorto. È un momento importante nel quale i suoi undici Apostoli avrebbero dovuto gioire o almeno rimanere stupiti nel rivedere ancora Gesù vivo dopo la sua passione e morte. Invece essi dubitarono. Esteriormente fecero tutto quello che è giusto, si prostrarono in adorazione al suo cospetto ma nel cuore dubitarono.
La Chiesa è sempre fatta da persone e vi sono le fragilità, i dubbi ma c’è la certezza: la Chiesa è santa perché Gesù è il Santo dei santi e la Chiesa è sua. Questo ci garantisce una grande grazia fra le debolezze umane che è il Signore Gesù Cristo stesso che tiene e vuole bene alla sua Chiesa con tutti i suoi difetti e i grandi esempi di persone che hanno ascoltato e ascoltano il Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 28,16-20 di Sabato 6 giugno 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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