Tempo dopo la Pentecoste
Memoria facoltativa di S. Efrem, diacono e dottore della Chiesa
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Lettura del Vangelo e commento
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.” (Lc 4,25-30)
Gesù era nella Sinagoga a Nazareth dove era cresciuto e aveva appena colto la perplessità dell’assemblea nei suoi confronti perché le sue parole erano sagge e ben differenti da quelle dei consueti rabbini. Dubitavano di lui.
Gesù come di consueto tenta sempre di far ragionare e osserva che nella storia della salvezza c’areano stati dei segni, dei miracoli eccezionali ma erano veramente pochi. Con Gesù invece vi erano continue e numerose guarigioni.
Ma il cuore di quei uomini è particolarmente duro, orgoglioso, e allora decidono addirittura di ucciderlo. Ma non era ancora l’ora di Gesù.
Invece, un cuore che ha l’umiltà di ascoltare e rivedere la propria convinzione alla luce della novità della Parola del Signore, è un cuore che ha la possibilità di cogliere la bellezza dell’amore di Dio.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 4,25-30 di Martedì 9 giugno 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)