Tempo dopo la Pentecoste
Ss. Corpo e Sangue di Cristo
.
Lettura del Vangelo e commento
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alle folle dei Giudei: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».” (Gv 6,51-58)
La solennità del Corpo e Sangue di Cristo celebra la presenza reale del Signore Gesù Cristo nell’Eucarestia: vero Corpo, vero Sangue.
È il dono del Signore Gesù che vuole essere presente anche oggi e fino al termine della esistenza del mondo. Gesù non vuole lasciare sole le sue creature e ha donato a noi tutti la sua presenza reale nell’Eucaristia nella forma del pane dove è realmente il Corpo e Sangue di Cristo. Vuole essere talmente in una comunione profonda con noi che ci ha lasciato la possibilità dell’Eucarestia perché possiamo essere in Gesù e Gesù in noi. La santissima Eucarestia ci dona la vita eterna in quella presenza reale di Cristo che dischiude a piene mani il suo amore, la sua misericordia.
Basta crederci e indirizzare la vita verso la comunione profonda con Gesù eliminando tutti quei egoismi che ci allontanano dal Signore. Allora nella Eucarestia troveremo veramente la sua presenza reale, un atto d’amore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 6,51-58 di giovedì 11 giugno 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)